Borsa Studio “Don Alberico Pagnani” agli studenti della III G della Scuola Secondaria di Primo grado di Genga.

Gli alunni della classe III G della Scuola Secondaria di Primo grado di Genga sono stati coinvolti nel progetto “I luoghi del Parco: l’Oratorio di Santa Maria inter Saxa”, per il quale hanno ricevuto la Borsa Studio “Don Alberico Pagnani”, da utilizzare per l’acquisto di materiali scolastici.

Il premio è stato loro assegnato domenica 7 giugno, in un Convegno, organizzato nella sala consiliare di Genga e promosso da Pro Loco, Amministrazione comunale e Consorzio Frasassi, nel quale alcuni alunni della classe: Antonio Barberis, Arianna Cesandri e Riccardo Mancini, hanno presentato il lavoro svolto.

I ragazzi, coordinati dalle prof.sse Marta Marinelli, Sara Giuliani ed Enrica Stroppa, (subentrata alla prof.ssa Amico, promotrice del Progetto,  hanno portato avanti un lavoro di ricerca storico-bibliografica sull’oratorio situato nel Santuario di Frasassi, nel Comune di Genga.

Il progetto richiedeva di approfondire le conoscenze dei ragazzi su un monumento significativo ed importante per il territorio di Genga, attraverso l’utilizzo di fonti scritte: i primi documenti che citano l’Oratorio risalgono all’anno Mille.

Il lavoro si è articolato in due fasi: inizialmente gli alunni hanno preso confidenza con il “concetto biblioteca”, così come loro stessi l’hanno definito,  recandosi presso la Biblioteca comunale di Genga dove la responsabile, dott.ssa Milena Milantoni, li ha introdotti ai metodi della ricerca bibliografica. Tornati in classe, hanno iniziato ad analizzare le monografie e i testi storici presi in prestito, con le relative difficoltà dovute ad un lessico difficile da approcciare, trattandosi in alcuni casi di opere risalenti al 1800.

In un secondo momento, gli alunni hanno rielaborato un testo sul monumento inserendolo in un video di presentazione del progetto e hanno realizzato la bozza per un futuro depliant di spiegazione del complesso.

I ragazzi hanno dimostrato grande impegno nel lavoro di analisi dei documenti, per quanto così lontano dal loro modo di portare avanti una ricerca. 

È stato curioso per loro, cosiddetti “nativi digitali”, esaminare documenti di storia locale, a volte difficili da comprendere da un punto di vista linguistico.

Il loro entusiasmo e le competenze acquisite sono poi emersi nell’elaborato finale: un video che racconta la storia di un luogo che appartiene alla loro cultura.

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